Semplici, fragranti e morbidi! I pasticcini perfetti per il tè sono quelli dell’Olimpia

edfQuando un celiaco entra in un qualsiasi locale e vede la scritta “Gluten free” gli si illuminano gli occhi! Spesso anche un appuntamento al bar con un amico può trasformarsi in un momento di gioia se nel bancone delle paste trovi una sezione intera dedicata ai dolci senza glutine. Prima di scoprire di essere celiaca vedevo spesso gli espositori con delle crostatine imbustate e compativo chi doveva mangiarle, quando poi sono diventata anche io una cliente di quei dolci preconfezionati ne ho capito l’importanza.

Lo scorso anno, per caso, mi sono imbattuta sui social in una pubblicità di uno storico bar pasticceria di Avezzano, città in provincia dell’Aquila a pochi chilometri da casa mia, che parlava dell’arrivo di un’area per celiaci. Non appena ho avuto la possibilità mi sono precipitata e ho scoperto l’angolo di paradiso! I lungimiranti gestori del locale del centro, infatti, avevano capito che bisognava dare una risposta alla domanda sempre più crescente dei clienti che chiedevano dei dolci “gluten free”. Ma come hanno concretizzato questa offerta? Lavorando per mesi e mesi e mettendo a punto delle paste, inizialmente, e poi delle crostatine, dei biscotti e delle torte per gli amici celiaci.

davMi ricordo ancora la prima volta che ho preso una pasta alla crema – la mia preferita da sempre – e ho temuto più volte mangiandola che non fosse senza glutine vista la consistenza del ripieno e la morbidezza del bignè. Nel tempo, poi, l’Olimpia si è perfezionato e ora ha un intero angolo con varie prelibatezze che mi spingono spesso a fare una tappa a metà mattina – in barba ovviamente a quella famosa dieta che sto seguendo!

La mia grande passione, lo avrete capito, sono non tanto le paste ma i biscottini per il tè. Essendo una consumatrice compulsiva di tè e tisane amo abbinarci dei pasticcini, semplici, alla marmellata, ricoperti di cioccolata, così tanto per gradire! Quelli dell’Olimpia sono buonissimi. La frolla non è molto dolce, e questo già è un punto a favore, i biscotti sono piccolini, diversi uno dall’altro, a volte decorati con cioccolata o praline di zucchero. Qualche giorno fa li ho comprati come dolce per una serata tra amici insieme a una torta – buonissima ma con glutine. Ovviamente non avendoli terminati in una sera li ho portati a casa e utilizzati per la colazione domenicale!

Ne ho provati molti, sia in Italia, sia all’estero, ma questi li preferisco dal momento che sono morbidi – a differenza di tanti biscotti che mettono a rischio la dentatura – fragranti, variegati e soprattutto buoni perchè non ti lasciano con una sfrenata necessità di bere dopo averli mangiati almeno un litro d’acqua. Altro punto a favore è il prezzo. Per una confezione mista con una quindicina circa di biscotti si spendono in media 3euro e 70 centesimi…

Mi è già venuta di nuovo voglia di mangiarli!!!

Bar pasticceria Olimpia 

Via Camillo Corradini, 127,

67051 Avezzano Aq

Tel. 0863.413800

Sapori orientali veri da Sakana, il ristorante giapponese con sushi e sashimi gluten free

davC’è da fare una premessa io sono da sempre un’amante del cibo – anche se faccio diete ferree e cerco sempre di stare attenta alle calorie – e faccio un’attenta selezione dei posti dove mangio soprattutto da quando sono celiaca. Se mi dite sushi la prima cosa che mi viene in mente è Sakana Sushi – Ristorante Giapponese. Oltre all’ambiente, tipicamente giapponese, viene servito un sushi qualitativamente buono, sono molto attenti al glutine e hanno una varietà infinita di prodotti offerti.

Quando qualcuno mi chiede: “andiamo a mangiare il sushi?”, io subito rispondo “Sakana”. Ci sono molti “all you can eat” dove paghi una cifra stabilita, generalmente senza bevande, e puoi mangiare quanto vuoi. Ma dato che io mangio come un uccellino (questo generalmente me lo dice mia nonna) allora preferisco andare in un ristorante dove il sushi è selezionato e servito con cura.

davGeneralmente quando decidiamo di andare a mangiare il sushi con Pietro e Laura inizia la lotta! Pietro infatti, preferisce di gran lunga un all you can eat dove può mangiare centinaia e centinaia di Nigirizushi fino a scoppiare. Per fortuna, però, su Sakana cede! La scorsa settimana lo abbiamo provato di nuovo e il risultato come sempre è stato soddisfacente.

Abbiamo scelto due piatti di sushi e sashimi misto. Io e Luca abbiamo provato anche del sashimi con basilico giapponese che è strepitoso. Nelle due selezioni che ci hanno servito c’erano sashimi di salmone, tonno, ricciola, pesce spada, poi hosomaki al tonno e al salmone, Nigirizushi misti – anche se poi abbiamo chiesto di inserirne qualcuno in più di salmone – e urumaki. Io di questi ultimi ho preso solo quelli al salmone e tonno che mi erano stati sistemati a parte. Gli altri invece ne hanno provati alcuni con tempura e caviale.

La cameriera si è preoccupata di portarmi della soia senza glutine e di sistemarmi in un unico vassoio tutto quello che potevo davmangiare. Il sushi, che ho accompagnato con un bicchiere di vino bianco, era come sempre preparato con cura. Già dalla presentazione del prodotto si capisce quanta attenzione viene riservata alla preparazione. Una delle qualità riscontrate è che a differenza di altri sushi questo non è servito ghiacciato! So che non può essere elemento di valutazione ma spesso mi capita di mangiare del sushi che è molto più vicino a un ghiacciolo che a un piatto di riso al vapore.

davDal momento che hanno molti piatti consiglio di prendere una selezione di sushi e sashimi e di farsi consigliare dal gentilissimo personale. E soprattutto di prenotare perchè il locale non è molto grande e se non volete mangiare al tradizionale nastro non è facilissimo trovare un tavolo. Per il resto…è tutto buonissimo!

 

 

Sakana sushi
Via del Gazometro, 54 (65,01 km)
Roma
Tel. 06.5744958

Il profumo dei biscotti arancia e cannella Viall food senza glutine rallegreranno i vostri pomeriggi

biscottiCi sono profumi che sono legati ai ricordi spesso più delle immagini. Quell’odore che sprigiona il camino quando c’è il fuoco acceso o il mandarino quando lo capi poco prima di mangiarlo incarnano un pò l’inverno e il Natale. Quando stavo scegliendo dei biscotti “sani” da tenere in dispensa per un attacco di “voglia di dolce” la mia attenzione è stata subito rapita dai prodotti Viall food. La linea Fruit, infatti, ha dei gusti che conquistano subito tutti. Io sono stata catturata dai biscotti “Apple” con mela e cannella, ma anche quelli ai frutti rossi e Ace non devono essere male.

In uno dei primi pomeriggi invernali della stagione ho deciso di fare uno strappo alla regola e di intingere nel mio canonico tè delle 17 – il terzo della giornata – un paio di biscotti arancia e cannella. Il risultato è stato più che soddisfacente. Innanzitutto appena ho aperto il pacco un forte odore di inverno ha invaso il mio studio. L’arancia e la cannella ha dominato tutto e mi hanno subito spinto a provarne uno. I biscotti Viall food non sono solo senza glutine, non hanno anche il lattosio, l’olio di Palma e le uova. Eppure, detta così vi sembrerà strano, ma sono strepitosi. Non si rompono appena si bagnano, sono gustosi e hanno dentro dei pezzettini di frutta squisiti. Alla fine sono stata costretta a mangiare un paio per capire bene e non mi ero sbagliata sono veramente buoni. Tra l’altro sono leggeri, hanno zucchero di canna e mangiandoli risultato friabili e morbidi. Una bella scoperta per una piccola pausa pomeridiana dal sapore invernale!

Avete voglia di qualcosa di sfizioso gluten free? Erudito Burger Bar è il posto ideale per voi

Ho sempre amato mangiare sano e ho sempre scelto cibi bio, con pochi grassi e magari con farine integrali. Da quando sono diventata celiaca, però, il mio chiodo fisso sono i dolci, le patatine fritte e tutte quelle cose che in vita mia mai avrei immaginato di desiderare! La bilancia, però, si fa sentire e per questo da tempo seguo una dieta che ovviamente mi impedisce categoricamente di mangiare tutto ciò che mi passa per la mente. Una giornata free, però, me la concedo sempre e generalmente scelgo di mangiare dolci o cibo super. Per la mia ultima serata “libera” la scelta è caduta su Erudito burger. Allora c’è da fare una premessa: quando si è celiaci e si entra in un locale, nonostante i simboli Aic disseminati ovunque, nonostante le mille scritte in tutte le lingue indichino che ci sono prodotti senza glutine, nonostante il cameriere te lo ripeta 100 volte, si ha sempre l’ansia che vengano serviti prodotti con glutine!

 

Quando ho visto per la volta Erudito burger, locale semplice e carino di Roma, a due passi tra l’altro dalle giostre dove andavo da bambina con mia nonna, sono subito andata a cercare su internet se era veramente un locale gluten free. Sia esternamente, sia internamente è semplice e accogliente, con luci soffuse, cucina a vista e qualche quadro ad arricchire le pareti. I proprietari ci hanno accolto con entusiasmo e mi hanno rassicurato sul menù totalmente gluten free. La scelta, per una volta, è stata piuttosto ardua. Oltre al mega hamburger ho voluto subito dei Nachos Erudito con salsa cheddar, salsa Erudito, erba cipollina e pomodorini e – udite, udite – una birra alla spina! Per la scelta del panino, invece, non sapevo proprio che strada prendere. Alla fine ho optato per un “Romanotheroma” con burger di manzo da 160 grammi, provola, spianata romana, cicoria di campo ripassata e maionese. La mia coscienza mi ha fatto scegliere questo panino perchè alla fine – mi ha suggerito – è un hamburger con la verdura e un pò di pane! Eh già…

 

Neanche il tempo di litigarmi gli ultimi Nachos con Luca che arriva il mio mega panino! Ho capito subito che la mia coscienza non aveva capito proprio niente. Il mega hamburger era impossibile da mordere, ho dovuto chiedere le posate alla cameriera che ha ammesso con una bella risata l’impossibilità di degustare il piatto senza forchetta e coltello. Non volevo rovinarmi la cena assaporando il pane che, pensavo, era come tutti i tradizionali panini senza glutine…e invece mi sono dovuta subito ricredere. Il pane era soffice, con una mollica morbida e uno strato superficiale croccante, da non crederci. I prodotti, poi, tutti di ottima qualità e tutti perfettamente uniti tra loro. L’unica nota stonata, ma solo per i miei gusti, era la spianata romana che non avevo capito proprio cosa fosse e appena l’ho vista l’ho tolta perchè non amo i salumi. Insomma come al solito ho impiegato mezz’ora per mangiare ma ne è valsa la pena. E’ stata una vera delizia per il mio palato che, inoltre, è stato cullato da una Cheesecake ai frutti rossi preparata in un simpatico barattolino. Ragazzi quando avete voglia di qualcosa di sfizioso e buono – e direi anche con un prezzo modico – Erudito è il posto ideale!

Ps. anche i non celiaci gradiscono!!!

 

Erudito Burger Bar Roma

Largo di San Luca Evangelista, 4

00176 Roma

Tel. 06.92081032

Sedanini alle lenticchie con zucchine e salmone! Un matrimonio di gusti perfetto

photocollage_20181026102849266Un mix di energia e gusto per un pranzo allegro e colorato! Era già qualche giorno che avevo nella dispensa il pacco di sedanini alle lenticchie rosse di Rustichella d’Abruzzo. Una pasta che, già solo a vederla, ti mette allegria. Visto però che sto osservando una dieta  molto rigida ho dovuto aspettare il martedì per poter mangiare finalmente la pasta! Il mio menù prevedeva pasta piselli e salmone, però ho deciso, per un giorno, di sostituire i piselli con le mie adorate zucchine

Ho fatto soffriggere con uno spicchio d’aglio una zucchina tagliata a pezzetti e poi, quando era quasi cotta, ho unito il salmone affumicato bio. Già il profumo era estasiante. A parte ho cotto i sedanini alle lenticchie rosse stando attenta ai minuti. La pasta senza glutine, infatti, tende a scuocere immediatamente. Quindi bisogna stare attentissimi perché un minuto prima è super al dente e un minuto dopo è scotta

I sedanini di Rustichella d’Abruzzo devo dire che, a differenza di altre paste provate, tengono molto la cottura. Io non faccio testo perché amo la pasta al dente! Però appena li ho sentiti pronti li ho subito scolati e buttati nella padella con le zucchine e il salmone. Dopo averli fatti amalgamare due minuti ho spento il fuoco e in un battibaleno li ho divorati ‍

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Devo dire che il matrimonio di gusti è stato perfetto. La pasta, oltre a tenere bene la cottura, si sposa a perfezione con i condimenti perché il sapore delle lenticchie non predomina. Io ho scelto zucchine e salmone ma anche con un sugo veloce al basilico devono essere veramente buoni! Si evince subito che lo staff di Rustichella è stato molto attento non solo a preparare una pasta Gluten free, ma anche a renderla buona e gustosa, aspetto che, diciamo, non è sempre così scontato! E poi danno una carica di energia incredibile…da provare e riprovare al più presto!

 

I miei due anni senza glutine e la voglia di accendere il sorriso di un celiaco con un consiglio


Chiara e EleTutto è iniziato per caso, in realtà neanche io ci potevo credere. Quando il medico mi disse che i miei valori sballati potevano dipendere dalla celiachia lo guardai stupita. Erano anni che mi informavo e mi documentavo su quella che da molti viene vista come una malattia ma che per me era semplicemente una richiesta di maggiore attenzione per la mia piccola amica che fin dalla nascita era risultata celiaca. Subito dopo il primo campanello d’allarme arrivarono le analisi, le flebo di ferro, la gastroscopia e poi l’esito finale: sei celiaca. I giorni successivi non furono facili, andai in farmacia a comprare qualche alimento ma avevo una sorta di rifiuto nel mangiare quei prodotti a base di mais e riso. Avevamo qualcosa in casa di Chiara e ovviamente cominciai a mangiarlo. Inizialmente fu un vero shock, è inutile negarlo. La difficoltà maggiore era dover cambiare le mie abitudini nel giro di qualche ora senza neanche poterci riflettere su. L’episodio più triste che ricordo fu quando, dopo qualche giorno dalla diagnosi, il parroco in chiesa distribuì la comunione e io dovetti rimanere seduta al banco incredula.

Subito dopo iniziai la trafila burocratica per ottenere i buoni da utilizzare per l’acquisto di pasta, pane, biscotti e altro. Il mio corpo inevitabilmente iniziò a cambiare e devo dire anche il mio umore. Amici e familiari cercavano di non farmi sentire il peso, anzi alcuni addirittura volevano farmela passare come una cosa normale con il classico “meglio questo che altro“. Con l’arrivo all’estate dovetti dire addio alla birra con gli amici o una pizza all’aperto, in compenso però iniziai a fare i conti con quanti mi dicevano “adesso c’è tutto, ed è anche buono”. Ma volete mettere una pizza croccante con farina doppio zero con una sottile bianca e dura fatta con la farina di riso? Un conto è vivere consapevolmente seguendo un regime alimentare che hai scelto, un conto ed essere costretti a mangiare solo determinate cose e a dire addio a tante piccole passioni come per esempio i bignè alla crema o un piatto di bucatini.

Con il tempo ho imparato a mangiare qualcosa sì e qualcosa no perché il mio corpo ha iniziato ad assorbire tutto e quindi i chili sono aumentati a dismisura. Per un’esteta come me questo è stato un vero colpo al cuore! Purtroppo quando sai che non puoi avere o mangiare qualcosa va a finire che è sempre quella che più desideri. Il problema più grande, dal mio punto di vista, non è tanto l’assenza del glutine quanto di alcuni cibi che tradizionalmente sono legati alla nostra cultura. A me è sempre piaciuto mangiare, sperimentare nuovi piatti e scoprire un prodotto tipico del posto che visitavo durante le vacanze. Purtroppo questo in parte non è più possibile. Un conto è quando si sta a casa e a Natale si mangia la lasagna preparata con sfoglia di mais, i tortellini in brodo o le cotolette panate con il pangrattato senza glutine. Un conto è quando il sabato sera si organizza una cena e inevitabilmente devi chiedere quale ristorante è stato scelto perchè è necessario informarsi prima dei piatti che servono. Chi non è celiaco non può capire cosa si prova quando si va in vacanza e bisogna programmare la sosta pranzo e la sosta cena e non si può più andare alla scoperta dell’arancino di turno o della piadina romagnola perché non è detto che questa sia senza glutine.

Quando mi capita di parlare con amici e conoscenti mi sento ripetere che sono fortunata dal momento che oggi ci sono tanti prodotti senza glutine, ma la mia risposta è sempre una “ma tu li hai mai assaggiati?”. Con il tempo ho imparato a gioire per la scoperta di una nuova pasticceria, per l’uscita di un biscotto senza glutine che amavo tanto e per un ristorante che ha deciso di puntare sul gluten free. Ma fare i conti con la celiachi non è cosa facile anche perchè il cibo è tradizione, il cibo e cultura, il cibo è unione e quando devi “imporre” menù e luoghi spesso ti senti di troppo e tutto questo viene meno! Ho letto tanti blog, tanti articoli di giornali, tante chat che parlano di prelibatezze senza glutine e ho deciso nel mio piccolo di raccontare questa “esperienza” nella consapevolezza che consigliando un buon ristorante, una buona pasticceria o un buon prodotto posso accendere il sorriso a qualche celiaco come me!!!

Croccantini di sesamo al cioccolato senza glutine!Ho trovato pane…ops snack per i miei denti

croccantini_di_sesamo_con_cioccolato_singoli-678x381Quando sei celiaco e ti viene improvvisamente fame mentre stai facendo la spesa spesso è un vero e proprio dramma. Ricordi con tristezza quando spiluccavi la tua baguette appena sfornata mentre tornavi a casa, o meglio ancora quando divoravi in men che non si dica un bel pezzo di pizza bianca, soffice e inumidita dall’olio d’oliva. Che bontà! Nei grandi magazzini oggi la scelta di prodotti senza glutine è aumentata a dismisura. Si trovano pasta, pane, biscotti, merendine e tutto quello che serve a chi deve nutrirsi senza glutine per affrontare una giornata. Ma chi ha voglia di fare uno spuntino veloce che fa?

Non amando particolarmente merendine e salatini mentre percorrevo in lungo e in largo le corsie del supermercato già pianificavo di acquistare una barretta Kinder alla cassa per andare sul sicuro. Improvvisamente poi sugli scaffali sono apparsi dei piccoli miraggi per i miei occhi, e per il mio palato. Mi sono avvicinata cautamente per evitare di dovermi illudere di poterne divorare uno senza verificare se fosse o meno adatto per i celiaci. Quando proprio sulla confezione ho visto spiccare la scritta “Senza glutine” mi si è acceso il sorriso.

I croccantini di sesamo con cioccolato Fiorentini sono una vera e propria delizia! Ero abituata ai soliti croccantini, un pò secchi, e buoni solo da sgranocchiare quando hai troppa fame per resistere. Questi invece sono gustosi e fragranti, ne mangeresti diversi pacchetti in poco tempo! Anche il costo, a differenza dei normali snack senza glutine, è ottimo: 98 centesimi! Ho finalmente trovato pane…ops snack per i miei denti!!!

Può un biscotto ripieno di crema al limone cambiarti la giornata? Se è un Grisbì senza glutine sì!

Grisbi-678x381Serve una premessa io ho ormai 35 anni e nella mia vita ho raramente amato i biscotti, a parte alcuni da accompagnare con il tè. La celiachia, però, oltre ad aver cambiato la mia alimentazione ha trasformato anche le mie passioni culinarie. Per questo mentre prima tendevo degustare insipide gallette multi cereali ora per essere felice mi apro un bel pacchetto di patatine fritte!

Non tutti sanno che le persone celiache ricevono ogni mese un buono dallo Stato da spendere nelle farmacie o nei negozi specializzati. Io ho a disposizione mensilmente 90 euro che spendo con molta fatica perchè a parte pasta, biscotti e fette biscottate non mangio altre cose. Entrando in farmacia qualche settimana fa, però, ho avuto un’illuminazione. Tra i vari prodotti esposti c’era una colonnina di Grisbì! Come dicevo nella premessa io non amo questo genere di biscotti ma di questi in particolare ho un ricordo bellissimo. Anni, anni e anni fa andai con mio padre al ministero dell’Ambiente dove lui lavorava e una simpatica signora, che aveva perso un figlio da qualche anno, mi offrì amorevolmente questi biscotti. Io, per non farla dispiacere, li mangiai e lei poi me ne mandò dei pacchetti a casa perchè aveva visto che mi piacevano.

Mentre cercavo la pasta migliore di mais e riso di mangiare mi sono imbattuta in questi biscotti – o con ripieno di crema al limone o di cioccolato – e non ho potuto fare a meno di mangiarli. Essendo celiaca da due anni le differenze per me sono d’obbligo. L’ho fatto con gli Oro saiwa, con la pasta Barilla ed è stato inevitabile farlo anche con i Grisbì. Li ho mangiati il pomeriggio stesso insieme alla mia amichetta Chiara accompagnandoli con un buon tè. Devo dire che la Vincenzi non ha tradito le aspettative dei celiaci. Il biscotto è friabile e gustoso proprio come l’originale. Nella confezione da 9 pezzi ne ho trovato 1 solo leggermente rotto e questo per i biscotti senza glutine è un miracolo. La crema al limone del ripieno è vellutata e dolce al punto giusto! Per una volta ho detto: sì questi sono buoni proprio come quelli con il glutine!!!

Cibi senza glutine, l’Aic evita tagli choc e salva la corretta terapia ai celiaci

AFCRossoE’ stato approvato in Conferenza Stato Regioni del 10 Maggio il nuovo decreto sull’assistenza ai celiaci: confermato il diritto all’erogazione gratuita degli alimenti, sebbene con una riduzione media dei tetti di spesa del 19%. Revisionato anche il Registro Nazionale degli alimenti senza glutine erogabili, che garantisce ancora gli alimenti definiti “ad alto contenuto di servizio”, come piatti pronti e preparati, che consentono anche ai celiaci di aderire ai prevalenti stili di vita. L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) sottolinea che la terapia è garantita e l’assistenza ai celiaci assicurata, nonostante i tagli.

Cibi senza glutine, AIC evita tagli choc e salva la corretta terapia ai celiaci

La modificata normativa europea, che ha abolito dal 2013 i prodotti dietetici, e il calo dal 2006 a oggi dei prezzi dei prodotti senza glutine del 7% nelle farmacie e fino al 33% nei supermercati, ha reso necessaria la revisione dell’assistenza ai malati di celiachia, che in Italia sono oltre 198 mila e crescono ogni anno al tasso di circa il 10%. La riduzione non è una sforbiciata lineare alle risorse per i pazienti, ma una revisione razionale che lascia immutata la copertura del 35% dell’apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine e che mantiene l’attenzione su specifiche fasce d’età con bisogni particolari. Nella primissima infanzia il tetto di spesa cresce del 24% (da 45 a 56 euro) e resta pressoché invariato nella fascia adolescenziale, particolarmente critica per l’accettazione di un regime alimentare speciale.

Soddisfatta l’Associazione Italiana Celiachia (AIC), per gli impegni assunti dal Ministero per migliorare la qualità dell’assistenza: prossimo obiettivo i buoni digitali, spendibili ovunque in Italia, anche al di fuori della propria Regione di residenza, cui lavorerà congiuntamente il Ministero della Salute con quello della Funzione Pubblica.

Roma, martedì 20 marzo 2018 – La dieta senza glutine oggi costa meno e nonostante la drastica riduzione delle risorse per la sanità pubblica, l’assistenza ai celiaci tiene. La riduzione media del 19% (con un risparmio stimato in oltre 30 milioni di euro) del tetto di spesa per l’acquisto dei prodotti senza glutine da parte dei celiaci è stata approvata dopo il parere favorevole della Conferenza Stato Regioni atteso per domani. La modifica dei tetti di spesa, infatti, non è una sforbiciata che compromette l’assistenza ai pazienti italiani, ma una revisione razionale, che tiene conto della riduzione dei costi degli alimenti senza glutine (oggi in Europa non più considerati “dietetici” ma alimenti di uso corrente) e dei fabbisogni energetici della popolazione definiti dalle più recenti evidenze scientifiche, che la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha evidenziato nel 2014 con la pubblicazione dei Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia (LARN). Lo sottolinea l’Associazione Italiana Celiachia (AIC), che ha collaborato con il Ministero della Salute perché i tagli fossero in linea con le reali esigenze dei celiaci e perché non venisse meno la garanzia della copertura del 35% dell’apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine. “Anche grazie al lavoro di AIC, la bozza del decreto salvaguarda una corretta terapia e assistenza ai pazienti, pur prevedendo un risparmio per lo Stato stimato in oltre 30 milioni di euro, che garantisce la sostenibilità della spesa per l’assistenza ai celiaci – dice Giuseppe Di Fabio, presidente AIC – Questo risparmio, infatti, costituirà un’importante riserva di risorse per venire incontro ai bisogni terapeutici dei pazienti che saranno diagnosticati nel prossimo futuro, in crescita al ritmo del 10% annuo, con 400mila nuove diagnosi attese. Il nostro obiettivo è un modello di assistenza più efficiente, più moderno: dobbiamo arrivare ad avere buoni digitali spendibili ovunque, anche nelle Regioni diverse dalla residenza dei pazienti. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto la costituzione di un tavolo interministeriale (Ministero della Salute insieme al Ministero della Funzione Pubblica) per trovare le migliori modalità per raggiungere lo scopo”.

I tetti di spesa per l’acquisto dei prodotti senza glutine attraverso i buoni erogati dal Servizio Sanitario Nazionale sono strettamente correlati ai LARN, i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana: stabiliti dalla Società Italiana di Nutrizione Umana e aggiornati nel 2014, sono il punto di riferimento per definire il fabbisogno energetico della popolazione tenendo conto dei più diffusi stili di vita, dell’età, del sesso. “I nuovi LARN del 2014, più sofisticati e maggiormente aderenti agli stili di vita più diffusi, vedono ridotti i fabbisogni energetici medi rispetto ai riferimenti utilizzati nel 2001– dichiara Caterina Pilo, Direttore Generale di AIC – il calo dei tetti dipende da questo e dalla riduzione dei prezzi dei prodotti senza glutine visto che rispetto al 2006 il costo di pane, pasta e farina ha registrato un calo del 7% nel prezzo medio globale in farmacia e fino al 33% nella grande distribuzione. AIC ha tuttavia insistito perché fossero utilizzati i prezzi applicati in farmacia, canale ancora prevalente e disponibile a tutti i celiaci ovunque, in tutta Italia. I tetti attuali lasciano quindi sostanzialmente invariato il potere di acquisto del 2001, quando il decreto Veronesi introdusse per la prima volta, dopo venti anni, il tetto di spesa in base all’età, genere e relativi fabbisogni energetici”.

I tetti di spesa devono coprire il fabbisogno energetico derivante da carboidrati senza glutine. Il celiaco, infatti, deve seguire una dieta varia ed equilibrata con un apporto energetico giornaliero da carboidrati di almeno il 55%: circa il 35% dell’apporto energetico totale deve derivare da alimenti senza glutine, il restante 20% da alimenti naturalmente privi di glutine come riso, mais, patate e legumi. I nuovi tetti di spesa garantiranno  ancora la copertura di questo fabbisogno, suddividendo  con più precisione le fasce di età e relativi fabbisogni energetici e considerando anche medi livelli di attività fisica. “Dal 2013, con la profonda revisione della normativa europea che ha abolito i prodotti dietetici in Europa, abbiamo temuto che l’assistenza integrativa riconosciuta in Italia ai celiaci fosse a rischio – osserva il Presidente Giuseppe Di Fabio – Una continua collaborazione con le istituzioni pubbliche lo ha scongiurato, costruendo un nuovo modello di assistenza che coniuga le nuove evidenze scientifiche sui fabbisogni energetici della popolazione con il diritto alla salute dei celiaci: il decreto infatti consente un risparmio della spesa pubblica ma mantiene buona parte delle categorie dei prodotti erogabili elencati nel Registro Nazionale, compresi i cosiddetti prodotti “ad alto contenuto di servizio” (preparati, basi pronte, piatti pronti) che consentono ai celiaci di aderire ai più diffusi stili di vita. La revisione dei tetti è solo una parte dei cambiamenti dell’assistenza ai celiaci: il nuovo modello organizzativo voluto da AIC prevede un’assistenza più razionale, trasparente e semplice attraverso buoni digitali che possano essere spesi anche fuori dalla Regione di residenza. Non sono soltanto parole: già in 4 Regioni particolarmente sensibili al cambiamento i buoni sono digitali, in mezza Italia l’accesso alla terapia senza glutine è possibile nelle farmacie ma anche al supermercato e nei negozi specializzati. Il 22 novembre scorso è stato istituito un tavolo di lavoro fra Ministero della Salute e Ministero della Funzione Pubblica per favorire la spendibilità dei buoni in tutte le Regioni ed è allo studio una campagna di informazione sull’educazione alimentare senza glutine; inoltre, continua l’impegno del Ministero per la qualità degli alimenti senza glutine, come dimostra la disponibilità dell’industria per migliorare i profili nutrizionali dei prodotti”.

Sui tempi di attuazione, lo stesso Decreto stabilisce che entro 6 mesi il Ministero revisionerà il Registro degli Alimenti e a 3 mesi dalla sua pubblicazione le Regioni potranno applicare i nuovi tetti.

Il ricordo dell’Ascensione e il monito di mio nonno, un rito tra sacro e profano oggi perso


fuocoLa preparazione per il giorno dell’Ascensione iniziava diversi giorni prima. Nonno e zio Torquato, insieme agli altri anziani del rione, cominciavano ad accumulare i rami secchi e quelli da poco potati “aglio fossato”, proprio al centro della strada dove ora si trovano le abitazioni. Prima ancora, ma ho un vago ricordo, si ammucchiavano al centro di via Monte Bove quando non era asfaltata. Nonno, come al suo solito, almeno due o tre giorni prima iniziava a ricordarci l’appuntamento. Se andavamo a Roma mi ricordo che contavamo i minuti perché eravamo in ansia di tornare a Sante Marie per sederci intorno al grande falò. La sera, subito dopo cena, insieme a mia sorella, a Giulia e Matteo e agli altri bambini con le biciclette arrivavamo davanti al fuoco e ci mettevamo seduti chi su un blocchetto, chi su un pezzo di legno e chi su una pietra. C’era un misto di sacro e profano nell’aria. Una tradizione centenaria che sembrava un vero e proprio rito. Il fuoco era al centro, imponente, e ci scaldava se la serata era fredda. Noi eravamo tutti intorno, grandi e piccoli, e osservavamo in silenzio il rituale da seguire. In pochi sapevano che stavamo celebrando l’Ascensione, o l’Ascenza come dicevano gli anziani, cioè l’ultimo episodio della vita terrena di Gesù. Per tutti era solo una sera di festa. A recitare il rosario erano a turno le donne più anziane. Ricordo in particolare Melia, Anna e zia Uliana. Tutti seguivamo con attenzione il rosario anche se poi qualcuno si distraeva sempre per vedere gli altri fuochi accesi. In quella serata, infatti, Sante Marie era tutta illuminata dai fuochi dell’Ascenza che venivano accesi nei vari rioni. C’era un forte odore di resina e di erba bruciata. Appena terminato il rosario ci si salutava e si tornava a casa a commentare i falò degli altri che avevamo visto da lontano. I commenti poi si ripetevano anche a scuola il giorno dopo con gli amici. Era una bella tradizione, tramandata da padre in figlio, che oggi si è quasi del tutto persa. Nonno ci ricordava sempre che quando lui non ci sarebbe più stato noi avremmo dovuto pensare a tutto. Compreso a tramandare le tradizioni. Noi, però, non ne siamo stati in grado. Invece di racchiuderci dietro un ricordo virtuale sarebbe stato meglio scendere di nuovo in strada e riaccendere tutti insieme quel fuoco proprio come avevamo fatto i nostri nonni decine e decine di anni fa quando i loro padri gli passarono il testimone. Ma noi forse non siamo più in grado di credere in dei valori così puri e sani.